Il cambio della leadership politica in Giappone ripropone alcune difficili questioni. Al premier Hatoyama Yukio si presenta l'occasione di impostare una nuova strategia per la nazione. L'idea di Hatoyama è certamente costituita da una visione più asiatica, contraria all'isolamento del Giappone. Ciò riprende una impostazione già presentata dal nonno di Hatoyama Yukio, il premier Hatoyama Ichiro. Fu appunto Hatoyama Ichiro che portò il Giappone nel 1955 alla Conferenza di Bandung, il vertice dei paesi non allineati che sembrò anticipare un blocco asiatico contrapposto a Stati Uniti e Unione Sovietica. E fu sempre Hatoyama Ichiro a capo della cosiddetta fazione anti-Potsdam che osteggiò il basso profilo di Yoshida e il suo filoamericanismo. Infine Hatoyama Ichiro ottenne il più grande successo con la normalizzazione dei rapporti con l'Unione Sovietica, e la partecipazione del Giappone all'Organizzazione della Nazioni Unite.
Oggi, il nipote Hatoyama Yukio ripresenta un progetto strategico simile. Secondo Hatoyama Yukio, l'era della leadership mondiale americana è finita. Quindi è necessario creare un blocco asiatico che ricalchi un'integrazione sul modello europeo, possibilmente con una moneta unica e il richiamo diretto al principio di sussidiarietà. L'idea di Hatoyama Yukio si scontra con evidenti difficoltà dovute alla differenza di potere fra la Cina e i paesi vicini. Mentre la Cina accresce la sua potenza economica e militare, gli altri paesi restano a guardare recitando la parte degli spettatori. Inoltre, lo sviluppo economico della Cina non sta contribuendo minimamente allo sviluppo democratico del paese, anzi si esasperano le tensioni represse in modo brutale e durissimo dal regime. Queste sono le difficoltà che i leader asiatici dovranno affrontare e non potranno più evitare a lungo.
Cristiano Martorella